Rana del latte

Genere e specie: Phrynohyas Resinifictrix
Nome comune: “amazon milk frog”
Famiglia: Hilidae

PROVENIENZA

Foreste pluviali del Brasile

CARATTERISTICHE

Questa carinissima ranetta dal nome scientifico assai complicato ”Phrynohyas Resinifictrix” comunemente chiamata “rana del latte” è distribuita principalmente nel Brasile settentrionale, in particolare nella foresta amazzonica tanto che il suo nome in inglese risulta essere “Amazon Milk Frog”.
Da giovani, le rane del latte, hanno dimensioni davvero modeste (circa 1,5 cm) ma nonostante ciò sono già in grado di compiere balzi di 1-1,5 metri grazie alle zampette posteriori che funzionano come vere e proprie molle. Come tutti gli anfibi si nutre di insetti, tarme e detriti animali e vegetali. I giovani esemplari hanno una colorazione supportata da bande nere/grigie e bianche; da adulti, invece, i maschi misurano 6.7 cm circa e le femmine raggiungono gli 8.7 cm circa e la loro colorazione cambia notevolmente diventando marrone talvolta con piccoli spot in rilievo di colore rosa/rosso.

E’ chiamata rana del latte per la capacità di secernere una tossina bianca (simile al latte) se disturbata da un eventuale predatore.

CATTIVITA’

Nel terrario la temperatura ideale non dovrà superare i 23-27 gradi durante il giorno e stabilizzarsi intorno ai 19-21 gradi nella notte. Inoltre, per ciò che riguarda il substrato, la configurazione base da rispettare vedrà uno strato di alcuni centimetri di argilla espansa sul fondo, fibra di cocco reidratata o torba posta sopra l’argilla e come ultimo strato il classico muschio. Sarà inoltre utile lasciare a disposizione dell’animaletto una scodellina d’acqua (non molto profonda) per garantire il tasso di umidità dell’ambiente. Le piante sono molto utili sia per incrementare il tasso d’umidità che per creare zone d’ombra riparate che all’occorrenza possono fungere anche da riparo o rifugio sicuro per l’anfibio, riducendo di conseguenza l’insorgere di patologie legate allo stress. Non bisogna però dimenticare che non tutte le piante da vaso sono compatibili con i valori di stabulazione di questa rana, e soprattutto non bisogna scordare che molti vegetali tropicali necessitano comunque di un apporto luminoso ricreabile con lampade facilmente reperibili in commercio.  La sua dieta comprenderà piccoli insetti come drosophile e tarme della farina, da somministrare almeno una volta alla settimana. Agli esemplari adulti si potranno anche offrire piccoli pinkie (una tantum).

RIPRODUZIONE

I maschi sono più piccoli delle femmine e sono in grado di emettere una buona vocalizzazione nella fase notturna, hanno anche calli nuziali nel periodo degli amori. La camera della pioggia è totalmente diversa nel caso della rana del latte, infatti, in natura, questa rana si riproduce in piccoli tronchi cavi in cui vi è un minimo di acqua stagnante, a tal proposito, occorre ricreare una situazione simile. Molti allevatori adoperano un vaso in plastica con circa 5 cm di acqua e qualche piccolo pezzo di legno in superficie, circondato da corteccia di sughero (di media grandezza) ricoprendo così tutto il profilo della circonferenza. Se l’accoppiamento è andato a buon fine le uova (da 100 a 1000)galleggeranno in superficie (prima tutte unite in una sostanza gelatinosa poi ciascuna si dividerà dall’altra). A questo punto, una volta trasformati in girini, trasferiteli in un acquario offrendo loro cibo liofilizzato per pesci. Sulla superficie dell’acqua  inserite anche qualche piccola corteccia galleggiante e qualche piccola piantina per supportarli nella crescita durante le prime esplorazioni “terrestri”. Dopo circa otto settimane i girini completano la metamorfosi. Dapprima compariranno le zampette posteriori e poi quelle anteriori, infine la coda verrà completamente assorbita. Le ranette infine dovranno essere trasferite a gruppi in piccoli acquaterrari e alimentati con micro insetti.

LEGISLAZIONE

Questo animale non necessita di alcun  documento CITES e se vengono rispettate le norme igienico sanitarie nazionali è di libera vendita.

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