Lampropeltis Triangulum sinaloe

Genere e specie: Lampropeltis triangulum sinaloe
Nome comune: “falso corallo”
Famiglia: colubridae

PROVENIENZA

Regione del Sinaloa fino alla regione del Chihuahua in Messico

Il triangulum sinaloe fa parte della vasta famiglia dei serpenti del latte(milksnakes) che conta 25 sottospecie presenti dal nord  fino al sud America. Il serpente si distingue dagli altri per le bande rosse che ricoprono una superficie molto larga e che si susseguono a fasce nere – bianche – nere, ristrette a piccoli anelli. Sotto l’aspetto della fisionomia è molto simile al lampropeltis standard, se non per la forma leggermente più allungata ed esile, la testa è stretta e quasi indistinta dal resto del corpo. La famiglia dei serpenti del latte convive con quella delle elapidi, varie specie di serpenti corallo velenosi, l’evoluzione ha voluto creare un piccolo “bleff “originando una specie di serpente, appunto quella del latte, con una livrea molto simile a quella degli ofidi velenosi, il tutto per mantenere lontani i predatori e per incutere timore. Per tale ragione il lampropeltis triangulum viene anzi chiamato “falso corallo” e gli Americani hanno un detto per capire se il serpente è velenoso o no.

CATTIVITA’

Generalmente il terrario per un serpente, deve essere lungo per i 2/3 della lunghezza dell’ofide e largo per 1/3 della larghezza del serpente. Pertanto sta a voi controllare le dimensioni del serpente e definirne poi le misure della teca. Elemento fondamentale sarà il tappetino riscaldante, perché il lampropeltis predilige temperature di 27-28° soprattutto nella fase digestiva. La lampada UVB non è necessaria in quanto i serpenti riescono a fissare il giusto apporto di calcio tramite la preda stessa. Per il fondo le due soluzioni più igieniche sono la carta assorbente (che trattiene molto odori e scarti  umidi) o i fogli di giornali sovrapposti. Per l’arredamento ci si può sbizzarrire..piante vere, rami, sassi e radici senza però dimenticare la tana e la bacinella dell’acqua pronta ad accogliere il serpente qualora decidesse di immergevisi. Il processo di muta è molto frequente nel lampropeltis giovane, che deve agevolare la crescita del corpo, mentre è meno ordinario con l’età. Prima della muta il serpente assumerà una colorazione più scura, sarà letargico e spesso si immergerà nell’acqua , questa fase seguirà il suo decorso nell’arco di una settimana. Quando recupererà la livrea splendente, nel giro di due giorni perderà la vecchia “casacca”. Per asportare completamente il “collant” sfregherà il muso su un elemento ruvido  e scivolerà in avanti per “svestirsi”.  Durante tutto il processo di liberazione dall’exuvia è consigliabile evitare il contatto diretto con il rettile mantenendo piuttosto un alto tasso di umidità.
Esemplari adulti potranno mangiare 1-2 topi ogni 20 giorni, ovviamente vale la regola della preda adeguata e direttamente commisurata alle dimensioni del serpente (prede mai più grosse di 2-3 volte le dimensioni mandibolari del serpente) ciò significa che a un baby lampro potrà essere offerto un pinkie, a un subadulto un fuzzies piccolo, medio o large, all’ adulto un vero e proprio topo. Durante la digestione il serpente non dovrà essere manipolato e la temperatura del terrario non dovrà subire sbalzi termici. In natura il lampropeltis è un predatore attivo nel senso che rintraccia la sua preda cercando nelle tane e nella la fitta vegetazione; una volta afferrata la preda la avvolge fra le sue spire soffocandola per costrizione. In genere dunque non ama in maniera smisurata il congelato o il pre killed(anche se spesso è la soluzione migliore), è in ogni caso un predatore e il suo istinto è cacciare anche in condizioni di cattività!

I lampropeltis sono ofiofagi (in particolare i lampropeltis getula) molti allevatori tendono ad allevare questa specie singolarmente  ma ci sono casi in cui è possibile una pacifica convivenza, a patto che i due esemplari siano sempre stati insieme dalla nascita e che la somministrazione del cibo sia sempre fatta in parti e porzioni uguali cosi da non creare piccole avversità. Molto spesso accade che entrambi i serpenti addentino lo stesso topo ed iniziando ad ingoiare uno dei due morda la testa dell’altro, avendo come risultato finale una preda divisa a metà e ascessi e ferite sanguinanti ovunque, se non addirittura la morte di uno dei due.

RIPRODUZIONE

Sono ofidi ovipari , in grado di deporre dalle 6 alle 15 uova per volta. Generalmente il lampropeltis femmina raggiunge la maturità sessuale intorno al 2 anno di età, il maschio solitamente la precede di un anno. Per sessare i lampropeltis si utilizzerà una sonda, se questa si spinge per 2/3 scaglie sub caudali si tratta di un esemplare femmina se si fa avanti per 4 scaglie è un maschio. Se le prime volte vi sentite insicuri  fatevi aiutare da un veterinario, meglio non correre rischi, infatti capita molto spesso che il serpente maschio tenti di muoversi durante l’operazione di screening con la sonda e si laceri l’interno degli emipeni con conseguente futura infertilità!
Dopo un periodo di brumazione di 2/3 mesi si alleveranno maschio e femmina in teche diverse, stabilizzando gradualmente temperatura e fotoperiodo di 12 ore e in seguito somministrando cibo a volontà. Una volta alimentati i due ofidi a sufficienza e completato almeno un processo di una muta si procederà con l’inserimento della femmina nel terrario del maschio( il maschio non verrà attratto dalla femmina se questa non avrà compiuto almeno una muta completa perché il nuovo derma sarà ricco di irresistibili feromoni); prima di lasciarli alla privacy di cui necessitano occorre osservare il loro comportamento per alcune ore. Se la nuova convivenza non ha destato alcun “malumore” in breve tempo potrete notare uno scattoso e frenetico avvicinamento da parte del maschio con consecutivo attorcigliamento delle code, se non sarete troppo inopportuni ed invadenti potrete notare l’uscita dalla cloaca maschile di uno dei due emipeni ed il conseguente inserimento nella cloaca della femmina. Dal primo accoppiamento ne susseguiranno molti altri. Passate alcune settimane si potrà decidere di dividere i due esemplari. Anche in questa circostanza la femmina dovrà essere nutrita a sazietà. Noterete nelle ultime settimane pre-deposizione che al momento della somministrazione del cibo, il malcapitato topo da pasto non verrà più avvolto da tutto il corpo della femmina, ma solo dai ¾ anteriori dato che la parte finale contiene le uova e potrebbe subire danni durante la compressione della preda. La femmina continuerà a nutrirsi per 5 settimane completando una muta, dopo di che rifiuterà il cibo completando una seconda muta(muta pre-depositiva). A questo punto sarà bene introdurre nel terrario un contenitore (non trasparente) di dimensioni rapportate all’animale che permetta di contenere agevolmente al suo interno sia il substrato, composto da torba e vermiculite umida  sia il serpente e  le eventuali uova dopo la deposizione, quindi è consigliabile calcolare bene le dimensioni del contenitore (esempio: per un lampropeltis getula c. un contenitore come quelli da microonde con coperchio con misure 35X20X15h riempito per metà di substrato con un foro sul coperchio di almeno 5 cm di diametro).
Al momento della deposizione lasciate la femmina in pace, la deposizione può durare anche 24/48 quindi non abbiate fretta di spostare le uova nell’incubatrice. Una volta deposte tutte le uova solo allora potrete trasferirle nel’incubatrice a temperature di 28.5-29.3 gradi; restando entro questo range termico la schiusa dovrebbe avvenire nell’arco di 60 gg. I neonati saranno lunghi fino a 20-30 cm e verranno allevati singolarmente in rack o fauna-box sterili  di circa 30X40X50h cm ciascuno di essi dovrà ospitare solo un contenitore dell’acqua ed un piccolo impianto di riscaldamento (tappetino riscaldante)collocato al di sotto della teca. Al massimo dopo una quindicina di giorni si verificherà la prima muta, a quel punto sarà giusto somministrare il primo pinkie. Successivamente il baby verrà nutrito ogni 3-5 giorni e dopo 6 mesi sarà possibile sfamarlo con un primo pelo.

LEGISLAZIONE

Questo animale non necessita di alcun  documento CITES e se vengono rispettate le norme igienico sanitarie nazionali è di libera vendita.

2 commenti

  1. Ciao Ste, sono Claudio quello che aveva preso da te i lampro non so se ti ricordi. Volevo dirti che sono degli animali straordinari mangiano come lupi e si riproducono come conigli quindi se ti servono i piccoli sai a chi chiedere (mi sono anche già aggiunto alla mappa degli allevatori). Come state? qui da noi è un disastro da due anni e li al nord?

    1. Author

      Ciao Cla!!! Ma diamine, certo che mi ricordo!!! Ero certo che i nostri cuccioli di lampropeltis con te sarebbero stati alla grande, e ti ringrazio per esserti aggiunto alla mappa (cosa che avevo già notato eh eh eh). Purtroppo stiamo vivendo un periodo storico realmente surreale, e tutti “navighiamo a vista” perchè ogni 3×2 cambia tutto. Sia io che Anna speriamo di rivedere prima o poi sia te che Mary e farci 4 risate come ai vecchi tempi!
      Ciauz da Steo e Anna & co 🙂

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